comunicazione efficace

Articolo tratto dal blog di Enterprise OSS.

Buongiorno a tutti,

oggi parliamo di comunicazione o meglio di comunicazione efficace.

Perché? Direte.

Enterprise OSS è un progetto, un’associazione, un gruppo di professionisti dell’open source.

Infatti, e non c’è modo migliore di parlare di questi temi in modo comprensibile ed efficace.

Bene, proviamo a fare un esempio.

Devo comunicare ad un pubblico molto targettizzato, alla mia nicchia, coloro che potranno capirmi e apprezzare cosa sono capace di fare, per esempio un cluster di storage per VMware con prodotti open source.

Come faccio?

Non posso certo calarmi nei panni di Alberto Angela e raccontarvi di come VMware è un virtualizzatore, in sostanza un software che costruisce sull’hardware dell’hardware “finto” o meglio virtuale appunto, ma altrettanto efficace.

Così efficace che riesce a gestire l’hardware vero per renderlo molto più produttivo.

O meglio posso farlo se il mio interlocutore è il mio amico d’infanzia con cui facevo a sportellate sotto canestro in qualche playground di periferia.

Ma se il mio interlocutore è un IT manager pluridecorato con la passione per il dettaglio maniacale e per le prestazioni misurate con metriche da server della NASA è evidente che non coglierò nel segno, che il mio racconto sarà troppo superficiale.

Quindi in primis devo capire a chi mi rivolgerò, in secondo luogo devo capire cosa voglio comunicare.

Voglio divulgare la conoscenza a piene mani senza ottenere nulla in cambio?

O voglio regalare conoscenza al fine di rendere più consapevoli i miei colleghi e trasformarli clienti, collaboratori, soci, complici? Qual è il mio obiettivo?

Questo è un fattore determinante che devo sapere, altrimenti rischio di comunicare in modo poco efficace.

Voi come invitereste ad uscire per la prima volta la vostra fiamma del momento, la persona che più desiderate al mondo stupire e conquistare, il vostro pensiero fisso dell’ultimo periodo?

Studiate una strategia: semplicità, seduzione, “tira e molla”.. o prendete un gratta e vinci e sperate?

Capite cosa voglio dirvi?

Inoltre devo scegliere le parole giuste, il filo conduttore corretto, lo storytelling più adatto al mio interlocutore.

Perché vi racconto queste cose?

Altro esempio.

Ho in mente di diffondere strumenti software che ho creato per diagnosticare puntualmente cosa sta facendo il mio server, o i miei server, nodi, cluster, è lo stesso.

So per esperienza che i miei colleghi apprezzeranno uno strumento che a colpo d’occhio offre una panoramica della situazione, senza perdersi in articolati schemi sullo schermo, magari ottenibili solo a seguito di una complessa serie di click chirurgici su altrettanti menù a tendina o peggio di comandi scritti a mano in qualche shell (mi concederanno una licenza poetica i puristi della linea di comando).

Devo sviscerare qual è il valore aggiunto che questi strumenti possono offrire al mio cliente, devo descriverli raccontando quello che possono dare, che problemi possono risolvere, a nessuno interesserà una disanima tecnica sterile.

In sostanza cosa vi ho voluto raccontare in queste poche righe?

Che se raccontate una storia su quello che siete in grado di fare e lo fate pensando a chi vi leggerà e a come potrà essere utile quello che comunicate per Lui/Lei allora avrete creato una comunicazione efficace.

Giunti a questo punto dovrete solo scegliere gli strumenti adatti a comunicare.. ma questa è un’altra storia, un altro articolo, un altro racconto.

Intanto date un’occhiata ai due progetti linkati qui sotto e di cui vi ho parlato poco fa, chissà mai che sia stato un racconto efficace..

Alla settimana prossima.


Storage Open Source per VMware


Metriche e Tools Proxmox